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| UNA FONDAZIONE PER PRESERVARE E VALORIZZARE IL PATRIMONIO CULTURALE DI GIUSEPPE BIANCHERI | |
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Giuseppe BiancheriDissero di lui
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“NUOVA ANTOLOGIA”
Dall’articolo di Guido Norsa intitolato
l’Aula Comotto pubblicato sulla “Nuova Antologia” citiamo:
“Biancheri.
Uomini ed episodi dell’aula Comotto amava ricordare nelle amichevoli
conversazioni, specialmente la sera, quando dopo la seduta, passeggiava
fumando l’immancabile “Virginia”. Pronunciava talora
giudizi originali e precisi sugli uomini e sugli avvenimenti. Era quasi
sempre lepido, faceva talvolta un po’ di caricatura, ma sempre senza
acrimonia, senza fiele. Era paterno per i suoi “onorevoli colleghi”.
GIOVANNI SPADOLINI
Per la lapide posta sulla casa di Giuseppe Biancheri
in Ventimiglia, Giovanni Spadolini ha composto questa impressione:
"Giuseppe Biancheri,
fedele alla religione del Risorgimento si battè per la difesa delle
pubbliche libertà senza accettare discriminazioni o cesure, intuì
che il destino del liberalismo sarebbe stato inseparabile da quello del
progresso. Presidente della Camera per quasi un ventennio incarnò
il trapasso dall’Italia come fortezza assediata all’Italia
come comunità aperta al moto delle nuove classi e al contatto con
le vecchie opposizioni sempre nella coscienza di un paese in ascesa.
Sen.. Giovanni Spadolini"
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BENEDETTO CAIROLI (1825-1889)
“Potevo mettermi con Crispi e Depretis contro tutti i miei amici?
Ma la situazione parlamentare è orribile; da questa crisi può
uscire il peggio, un connubio Sella-Nicotera. Nulla di bene certamente.
Ma ai più pareva il maggior male il Ministero Depretis e non pensano
al poi. È certo che quand’anche per le preoccupazioni politiche,
cioè per lo spavento di regionali discordie, io mi fossi mosso
in favore del Ministero, ne avrei strascinato di ben pochi e si sarebbe
in ogni modo costituita una maggioranza contro di lui […]. Mi tentò
il pensiero delle dimissioni; avevo anzi già incominciata la lettera,
quando sopraggiunse il buon Biancherino il quale col solito calore suo
ha fatto osservazioni che purtroppo finirono col persuadermi. Poiché
è certo che la mia dimissione accettata dalla Camera e sarebbe
interpretata dal paese come un atto di pentimento, sarebbe dunque una
manifestazione inutile e non decorosa.”
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